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80% di probabilità che la Fed innalzerà i tassi – Riassunto Forex della settimana 3 Marzo 2017

C’è stato un gran tumulto quest’oggi quando i mercati Europei hanno scoperto che uno dei membri più dovish della Federal Open Market Committee (Brainard) ha deciso di scoprire le carte supportando un innalzamento dei tassi d’interesse sul breve termine.

80% probabilità rialzo tassi

Il Membro della FOMC Brainard molto probabilmente sarà considerato molto attentamente dai trader, in quanto la posizione ribassista della Federal Reserve sta diventando man mano rialzista. La prossima riunione FOMC ci sarà in meno di 2 settimane e le possibilità di un innalzamento del tasso d’interesse sembrano essere aumentate: all’80% ci sarà un innalzamento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve. Un evento che potrebbe molto facilmente far salire il valore del dollaro a breve, medio e lungo termine contro tutte le altre valute.

Interessante anche il fatto che i membri della FOMC non stanno più sottolineando l’incertezza nei confronti della politica di Donald Trump, che fino a qualche settimana fa sembrava essere la causa della politica monetaria molto attendista da parte di Janet Yellen.

Gli indicatori economici, così come il dato core del “Personal Consumption Expenditure” sono migliorati, secondo i dati rilasciati mercoledì scorso, durante il mese di Gennaio, toccando un livello massimo degli ultimi due anni.

Gli altri indicatori continuano a dirci che c’è un grande miglioramento negli Stati Uniti.

Questa settimana non c’è ancora stato un membro della FOMC che ha preso una posizione ribassista sui tassi d’interessante e quindi sembra molto improbabile che la posizione della Federal Reserve possa essere scardinata.

Ricordiamo che in passato la Fed era già pronta ad innalzare i tassi ma i Non-Farm Payrolls bloccarono l’innalzamento. La Fed deve quindi essere molto convinta che l’occupazione con la crescita dei salari possa fornire la spinta per il consumo interno nonostante l’aumento dei prezzi al consumo.

Il Dollaro si trova adesso al rialzo e crediamo che il massimo delle ultime due settimane (103.80) possa essere superato tranquillamente. E se la Fed continuerà con il suo progetto dei tre innalzamenti graduali del tasso d’interesse potremo vedere livelli superiori anche a 105 con molta tranquillità.

L’Euro al rialzo nonostante le vendite al dettaglio

Le vendite al dettaglio della zona euro sono scese dello -0,1% mese su mese, contro le aspettative iniziali per un leggero miglioramento su base mensile, tuttavia c’era da aspettarsi una battuta d’arresto dopo inumeri tedeschi misti all’inizio della sessione di oggi. Il tasso annuo è rimasto stabile al’1,2% anno su anno, e ciò indica che il consumo continua a sostenere la crescita, anche se con l’aumento dei prezzi dell’energia che ha eroso il reddito disponibile reale. Resta quindi da vedere per quanto tempo l’andamento dei consumi rimarrà sostenuto.

USD/JPY: il sell off è consistente

La price action delle ultime due settimane ci indica che il sell-off della coppia USD / JPY comincia ad essere alquanto consistente. La chiusura molto debole degli ultimi giorni ci suggerisce anche che gli investitori dovrebbero iniziare a prepararsi per un’accelerazione verso il basso durante l’anno a 111,580 e un eventuale rottura verso 109,910 nonostante il Dollaro USA sia in salute.

Sin dall’inizio dell’anno, il Dollaro contro lo Yen non ha certamente brillato di luce propria, ma questa coppia ha continuato ad andare verso il ribasso. La serie di massimi decrescenti e minimi decrescenti ci sta suggerendo che gli investitori stanno vendendo questa coppia durante i rally. Tuttavia, questa settimana ci suggerisce che gli investitori potrebbero essere posizionati ancora più maggiormente verso il ribasso, portando la coppia forex verso il ribasso del ritracciamento Fibonacci 50% a 109.90.

Questa coppia tuttavia ultimamente si è rialzata grazie alle promesse di Donald Trump. Trump affermò che il ribasso delle tasse nel business americano sarebbe arrivato molto presto. L’amministrazione è quindi in anticipo sul da farsi e questo potrebbe essere un segnale di speranza per la coppia e per il Dollaro USA in generale.

Il Gold si inchina alla supremazia del Dollaro

Il Gold si inchina alla supremazia del Dollaro
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Come sappiamo, di norma se il Dollaro sale l’Oro scende in quanto ne è fortemente condizionato. I prezzi dell’Oro hanno infatti subito una correzione nonostante sia riuscito splendidamente a resistere al rally del Dollaro durante le ultime settimane. L’Oro ha rotto il supporto chiave a 1440 e adesso la situazione sembrerebbe essere ribassista più che mai.

La forza del Dollaro continuerà molto probabilmente nei prossimi giorni a mettere una forte pressione all’Oro, che potrebbe scendere anche fino a 1220, il prossimo grande supporto che dovrebbe fornire il sostegno necessario ad evitare il peggio.

Anche i prezzi del petrolio hanno subito una correzione nel corso degli ultimi due giorni, a causa della forza del dollaro. Tuttavia solitamente i prezzi del petrolio sono meno dipendenti dalle variazioni della forza del dollaro, in quanto i prezzi del petrolio sono influenzati più dai fondamentali del mercato, piuttosto che dalla forza e la debolezza di altre valute, come in questo caso il dollaro.

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